Parità di trattamento per tutti

La Svizzera, paese moderno, fiera terra di diritti civili: ma ancora oggi non tutte le persone maggiorenni godono degli stessi diritti e doveri! È una situazione inaccettabile che deve essere cambiata al più presto!

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Il Tribunale federale di Losanna stima che il legislatore non abbia voluto proteggere gay e lesbiche dalle discriminazioni.

Gay e lesbiche hanno un comportamento deviante!

A quanto pare, non c’è nulla di male a dirlo, poiché il Tribunale federale ha respinto il ricorso contro il giudizio vallesano.

La Giornata mondiale contro l’omofobia è stata stabilita in memoria del 17 maggio 1990, quando l’Organizzazione mondiale della salute (OMS) ha tolto l’omosessualità dalla sua lista delle malattie mentali. Le organizzazioni LGBT la commemorano ogni anno con azioni pubbliche volte a promuovere il rispetto per le minoranze sessuali. Finora, in Svizzera, la giornata ha avuto un certo rilievo soprattutto nelle aree romande. 

Nel 2009, anche i Giovani UDC del Basso Vallese si sono dati al militantismo in ambito LGBT con un comunicato stampa intitolato Non à la banalisation de l’homosexualité! (No alla banalizzazione dell’omosessualità!).

Il testo conteneva delle vere chicche: non chiediamo che gli omosessuali siano messi al rogo, ma desideriamo semplicemente un ritorno ai valori che hanno fatto la forza della Svizzera e dell’Europa (on ne veut pas mettre les homos au bûcher, mais simplement revenir aux valeurs qui ont fait la force de la Suisse et de l’Europe), oppure l'ormai ben noto ritornello che vuole che la promozione di questa maniera di vivere metta in pericolo l’equilibrio psichico e morale dei giovani (la promotion de ce choix de vie menace l’équilibre psychique et moral de la jeunesse).

Il 3 giugno, il presidente dei Giovani UDC del Basso Vallese ha dato la sua opinione sul blog della sezione: l’omosessualità è un comportamento deviante, contrario alle leggi della natura. 

Non c’è da stupirsi che qualcuno si sia irritato. Quaranta persone hanno citato in giudizio ogni membro del comitato dei Giovani UDC del Basso Vallese a titolo privato per diffamazione e calunnia. Il Tribunale distrettuale ha respinto l’azione. Contro tale decisione è stato inoltrato ricorso all’istanza superiore, ma anche qui senza successo. I ricorrenti si sono addirittura visto addebitare fr. 600.- di spese, nonché fr. 300.- di riparazione a favore del Presidente della sezione del partito.

Si è dunque passati al ricorso al Tribunale federale, il quale l’ha respinto in data 1 novembre 2010 per il seguente motivo: 

L’art. 173 e seguenti del Codice penale svizzero (CP) tutela l’onore del singolo ed è quindi necessario che una trasgressione della legge sia sufficientemente individualizzata o che essa sia rivolta a più persone identificabili. Il comunicato stampa del 17 maggio 2009 è invece rivolto agli omosessuali in generale.

L’art. 261bis del CP (legge contro il razzismo), secondo l’evidente intenzione del legislatore, non protegge gli omosessuali in quanto gruppo.

Come colmare una lacuna giuridica?

Con questa decisione, il Tribunale federale mostra chiaramente che esiste una lacuna giuridica. L’infelice articolo antirazzismo che dovrebbe proteggere le minoranze dalla diffamazione pubblica in questo caso non permette facilmente di intentare un’azione in giustizia. Esso dovrebbe tutelare la dignità della persona in quanto appartenente a una minoranza di razza, etnia o religione. L’atto volto a discreditare o discriminare deve negare la parità di diritti o di valore della persona colpita dal punto di vista dei diritti fondamentali. Non è sufficiente che si tacci un gruppo di caratteristiche o comportamenti negativi. 

Sporgere denuncia a Strasburgo

Due vie sono percorribili. Una è sporgere denuncia contro la Svizzera per violazione della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU). È un processo che durerebbe anni. Se la Corte entra in materia, il tribunale distrettuale deve rigiudicare il caso in base alle direttive di Strasburgo e il Consiglio federale ha in principio il compito di colmare la lacuna giuridica con una legge contro le discriminazioni conforme alla CEDU. È l'amministrazione federale a decidere quanto tempo tenere l'incarto nel cassetto e, poiché il caso farebbe scalpore, si troverebbe di certo un parlamentare che faccia filare diritto il Consiglio federale con una mozione. Ci sono poi le solite procedure di consultazione, dibattiti delle commissioni parlamentari, domande di modifica e la possibilità di un referendum. Va aggiunto che purtroppo la Svizzera non ha firmato il protocollo 12 alla CEDU, che probabilemente si applicherebbe.  

Attivarsi a livello politico

L'altra via è politica, sotto forma di mozione, petizione o iniziativa a favore di una legge contro le discriminazioni in sostituzione del mal formulato articolo contro il razzismo attuale. In questo modo, le probabilità di successo sono ben più alte, se si coinvolgono altre minoranze e se si trovano gli interlocutori adatti, pronti a darsi da fare con noi. Tuttavia, a parte l'increscioso caso della querela tra storici sul genocidio armeno, dall'entrata in vigore della norma contro il razzismo, non ci sono stati casi eclatanti per cui fosse necessario agire con urgenza.

La soluzione più semplice e praticabile sarebbe quindi di dare la missione al Consiglio federale di eliminare tutte le ineguaglianze vigenti nelle leggi.

I 15 articoli di legge da completare >>